E' una storia lunga oltre 86 anni quella del Molassana che vide la luce il 23
Aprile 1918, grazie allo spirito di un nutrito gruppo di appassionati di calcio
del quartiere. Tanti dirigenti, giocatori, allenatori e presidenti si sono passati
idealmente il testimone da una generazione all'altra fino ad arrivare ai giorni
nostri.
Per anni il Molassana ha rappresentato una delle forze principali del calcio
genovese e punto di riferimento per i giovani della zona, ma è nell'immediato
dopoguerra che la società ha potuto prendere lo slancio decisivo, grazie
al fortunato matrimonio con la Boero Colori, che ancor oggi continua grazie
alla signora Andreina Boero, attuale nostro Presidente Onorario.
Artefice del "Molassana Boero" fu Giorgio Benassi, uno dei presidenti
storici del Molassana, che durante il suo primo periodo di presidenza (metà
degli anni '50), siglò lo storico accordo con Bartolomeo "Gigi"
Boero, al quale poi cedette la presidenza.a Famiglia Boero si accollò la ricostruzione del campo di Molassana
dopo l'alluvione del 1953. Allora il campo era situato sulla sponda del fiume
geirato, mentre poi fu costruito sulla sponda del Bisagno, dove restò
fino alla costruzione dell'attuale impianto polisportivo Cà De Rissi.
Alla morte di Bartolomeo Boero, subentrò il fratello Cavalier Federico
Mario, che volle a tutti i costi il ritorno alla presidenza di Giorgio Benassi.
Il primo allenatore scelto da Benassi fu Chicco Hanset che mosse i primi passi
di una fulgida carriera da allenatore nel Molassana; come massaggiatore ci fu
la figura mitica di Campanella. Da quel momento in poi la società decise
di preparare gli allenatori "in casa". Dal campo alla Juniores, per
poi prendere la prima squadra. Ecco così i vari Gian Rota, Delio Cappanera
(che poi diventò anche presidente), Tedesco ed altri.
Con Hanset in panchina il Molassana visse una delle migliori stagioni che si
ricordino. Centravanti era Mainetto, alla fine capocannoniere del campionato,
con Tedesco faro del centrocampo, proveniente dal Paternò in Sicilia.
Il salto in Serie D era ormai alla portata del Molassana che superò anche
l'Arsenal Spezia guidato da quel Albino Buticchi che poi diventò presidente
del Milan. Il capitolo amministrativo è però sempre stato ben
presente nella mente dei dirigenti del Molassana, e una volta che la Federazione
non volle quantificare le spese per il campionato superiore fù proprio
Benassi a chiedere ai suoi giocatori di non vincere il girone.
Storica rivalità sportiva con il Ligorna. Famosi i derby che riempirono
gli spalti del campo di Molassana.
Dopo il periodo legato a Benassi, finito alla metà degli anni '70, alla
presidenza si sono alternati Aldo Pittaluga, Delio Cappanera, Giuseppe Nicoletta,
Umberto Cerosillo, poi la coppia formata da Alessandro Picasso e lo stesso Umberto
Cerosillo, quindi la triade formata da Alessandro Picasso, Umberto Cerosillo,
Mino Cardinale, Giuseppe Lupis, William Benevelli.
Non si può certo dimenticare in questo escursus una figura ormai storica
per il Molassana come quella di Luciano Lottici. Dagli anni '50 fa parte della
società nella quale ha ricoperto tutte le mansioni e per la quale ha
fatto molti sacrifici.
Negli ultimi anni il nome ecclatante è quello di Stefano Eranio, che
militò nel Molassana alla fine della gestione Benassi, ma non si può
dimenticare Picasso, Casazza, Nistri ed Alessio Fasce.
Sono i punti di riferimento per tutti i ragazzi che ora vestono la maglia rossazzurra
del Molassana Boero e che magari fra altri 80 anni faranno parte della sua storia.
(Dall'archivio Storico della Società)
"In primavera del 1963 si convocò un'assemblea durante la quale si
deliberò di allegare il nome Boero a quello del Molassana.
La
riunione si svolse nei locali del cinema Nazionale.
La nuova dizione
Molassana Boero (s.p.a.) venne resa operativa con il
campionato 1963-64.
In quel periodo ero tesserato per il sodalizio e ho partecipato con altri ragazzi di Molassana al
campionato Allievi."(Parodi Giovanni)